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Bene le energie rinnovabili, male l'autoconsumo

Il GSE fa il punto sul consumo di energie rinnovabili e sull'autoconsumo, indicando la strada per il decreto sulle rinnovabili (FER) 2018 – 2019

Luci ed ombre nel rapporto dell'Italia con le energie rinnovabili.
Partiamo dalle note positive: nel 2016 in Italia la quota dei consumi coperti da fonti rinnovabili è stata pari al 17,4% e quasi tutte le regioni hanno superato le previsioni di consumo di energia da fonti rinnovabili stabilite dal DM 15/3/2012, il cosidetto Burden sharing.
Questo significa che l'Italia è in anticipo sui tempi, visto che a livello nazionale è già stato superato l'obiettivo fissato per il 2020.

Ci sono, però, forti discrepanze tra i territori. Sul podio del consumo di energia da fonti rinnovabili ci sono Valle d'Aosta (87%), Bolzano (65,1%) e Trento (44,3%) - che però possono sfruttare il grande apporto dell'idroelettrico – mentre per quanto riguarda il comparto eolico e fotovoltaico a realizzare i risultati migliori è la Puglia con il 15,6%.

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Fanalino di coda Sicilia e Liguria, le uniche regioni al di sotto degli obiettivi prefissati. Questo risultato complessivo, secondo il Gestore, indica che l'Italia ha possibilità di crescita ottimali, se saranno introdotte alcune importanti riforme a partire dalla burocrazia e dagli incentivi.


L'ATTESA PER IL FER

Da questo punto di vista lo schema di decreto FER, che ha già trovato il via libera dei Ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente, potrebbe imprimere un'accelerazione importante. Se sarà confermato quanto previsto in bozza, sarà riammesso il fotovoltaico tra gli incentivi e sarà destinato un apposito bonus per sostituire le coperture in amianto con una equivalente copertura dotata di moduli fotovoltaici. Gli stanziamenti necessari sono stati calcolati in circa 250 milioni di euro.

Purtroppo, però, ci sono ancora alcune zone d'ombra nell'Italia delle energie rinnovabili. La nota dolente riguarda l'autoconsumo e anche in questo caso viene sottolineata dal GSE, nella consultazione pubblica su produzione, autoconsumo e accumulo di energia elettrica in Commissione industria al Senato.

Nel 2017 l'autoconsumo ha coperto solo il 9% dell'energia elettrica consumata in Italia, pari a 28 TWh su un totale di 302 Twh.

La quota di autoconsumo da energie rinnovabili è ancora più bassa: 6 Twh, circa il 20% dell'energia autoconsumata

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Come vanno letti questi dati? Come uno stimolo a far di più, seguendo la strada del fotovoltaico. Analizzando meglio i valori comunicati dal GSE, emerge infatti che l'autonsumo da energie rinnovabili è quasi del tutto costituito da fotovoltaico e che, soprattutto, si basa su una miriade di piccoli impianti in continuo aumento: circa 735mila per una potenza complessiva di 8,7 GW.


COME INCREMENTARE L'AUTOCONSUMO


Un terreno perfetto per sviluppare l'autoconsumo che, nel prossimo decennio, stima il GSE, potrebbe triplicare. Questo potrà accadere, da un lato, grazie all'aumentata convenienza sul mercato degli impianti fotovoltaici che, come spiega il Gestore, permettono di rientrare dell'investimento in un tempo abbastanza breve, circa 7 anni.

Dall'altra parte sono però necessari interventi di sostegno indicati dallo stesso Gestore: uno snellimento della burocrazia e soprattutto un sistema di incentivi premiante per l'energia autoconsumata e per l'installazione di sistemi di accumulo. 

In questo articolo Francesco Marinoni, direttore Energy Management e Sviluppo di Evolvere ha spiegato proprio l'attuale convenienza del fotovoltaico e come può essere ulteriormente rinforzata dall'autoconsumo.

Nel rapporto del GSE però c'è anche la richiesta di regolamentare le Comunità energetiche, così da accedere ai mercati, agli incentivi FER e ai servizi di rete. Negli ultimi mesi importanti aperture sono arrivate a livello regionale: il Piemonte con la legge 12 del 3 agosto 2018 ha riconosciuto le Comunità enegetiche con l'obiettivo di permettere a singoli, enti e imprese di scambiarsi energia autoprodotta da fonti rinnovabili.

Fondamentale in questo l'autoconsumo che dovrà equivalere almeno al 70% del totale per poter mantenere la qualifica di produttore di energia. È ancora difficile dire quali ricadute potrà avere questa legge. Al momento però ha riportato l'attenzione su questo tema che anche il GSE ha voluto sottolineare in Senato.

Generazione distribuita, smart grid e autoconsumo saranno le parole più ricorrenti nell'agenda energetica dei prossimi anni.

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